Una settimana senza rifiuti plastici: giorno #3 – LUNEDI’

Oggi è il terzo giorno dell’esperimento di una settimana senza produrre rifiuti plastici. Per quanto riguarda l’igiene personale e la pulizia della casa, abbiamo affrontato l’argomento nei due articoli precedenti.

Ore 7.30 – colazione: Personalmente fatico a ingerire del cibo di prima mattina, quindi per colazione ho bevuto un estratto di frutta fresca preparato con l’estrattore che ho a casa: mele, carote e arance. La carica energetica è enorme e lo prediligo rispetto ai succhi di frutta industriali che, contrariamente all’immagine di salute che offrono in pubblicità, sono un concentrato di zucchero, additivi, coloranti e conservanti. La frutta usata per i succhi di frutta della grande distribuzione generalmente deriva da scarti del consumo fresco: il composto ottenuto dalla spremitura viene trattato a 100 gradi con enorme diminuzione del contenuto vitaminico, di minerali ed enzimi. Il prodotto ottenuto viene mischiato con acqua, sciroppo di saccarosio, acido ascorbico e acido citrico secondo le proporzioni stabilite dall’azienda produttrice. Non è necessario spiegare perché, oltre ad un risparmio in termini ambientali (evitando di acquistare contenitori di tetrapack o plastica che verranno gettati una volta finito il succo), abbiamo anche un evidente guadagno in termini di qualità e salute.

Ore 08.30 – andare a lavoro: Mi reco generalmente a lavoro in bicicletta. I giorni in cui  per qualche motivo non posso utilizzare la bici, prediligo i mezzi pubblici. Non uso mai l’automobile (che comunque posseggo) in città, ma solo ed eventualmente per lunghe distanze fuori città.
Usando la bici risparmio in benzina, in tempo poiché non rimango incastrata nel traffico e mi mantengo costantemente in movimento.

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Ecosostenibilità a lavoro: Anche a lavoro cerco di comportarmi nella maniera più ecosostenibile che conosco: per gli spuntini porto con me un termos con del thè (o una spremuta d’estate) e un contenitore con biscotti o taralli acquistati sfusi, come spuntino.

Ho sempre con me la mia borraccia (costruita con una cellulosa 100% riciclabile) e per pranzo oggi mi sono portata da casa quella che a Milano chiamiamo “la schiscetta” ovvero un tapperware con il pranzo cucinato la sera prima, nel caso di oggi risotto con curcuma, scalogno e zucchine. Porto sempre con me un tovagliolino di stoffa per evitare di sprecare in continuazione tovaglioli di carta usa e getta e la mia forchetta di metallo che poi lavo e riporto a casa. A lavoro differenzio gli eventuali

rifiuti e cerco di non stampare niente che non sia strettamente necessario.

Dopo pranzo mi sono recata in un negozio che vende prodotti sfusi, dove mi sono rifornita di taralli, legumi, riso e pasta, rigorosamente con la mia shopper di stoffa. Ho anche acquistato della curcuma, del bicarbonato di sodio (che uso come igenizzante in lavatrice) e del thé sfuso assieme all’immancabile e squisito c

ioccolato spalmabile, che adoro, e che posso acquistare con la soluzione vuoto a rendere.

A fine giornata, per accompagnare la cena, abbiamo preso del vino sfuso in bottiglia (la mia!): ormai sono diverse le vinerie che offrono questo servizio, sicuramente cercando su internet è possibile trovare vinerie sfuse vicino alla propria abitazione.

TOTALE RIFIUTI PRODOTTI OGGI: scarti della frutta per l’estrazione del succo a colazione (organico)

TOTALE DI RIFIUTI PLASTICI PRODOTTI OGGI: ZERO

Anche oggi è stata una giornata in cui sono riuscita a produrre zero rifiuti plastici, oltre a non aver acquistato nessun prodotto imballato nella plastica, nonostante abbia provveduto ad acquistare diversi beni alimentari. 

Ribadisco il fatto di essere una persona mediamente pigra e nonostante ciò, piano piano (infatti ci è voluto del tempo e molta pazienza per arrivare fino a questo punto) ho imparato ad abituarmi a comportarmi in maniera ecosostenibile ed in maniera responsabile. E se ci sono riuscita io, che sono una cittadina assolutamente nella media, può riuscirci qualunque altro cittadino, nella consapevolezza che ognuno fa la differenza.

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